La figura di Massimo Piazzi
Il concorso “l’occhio di Massimo” nasce per ricordare e tenere viva la passione per la fotografia di Massimo Piazzi, Strumento che gli permetteva di trasmettere la bellezza, non solo esteriore ma anche interiore, e l’autenticità di persone, posti e cose.
"é difficile dimenticare qualcuno che ha dato così tanto.”
“Ciao Massimo, sei stato un esempio in tutto”
“Ciao Massimo, sei stato un esempio in tutto”
Così lo ricordano gli amici, colleghi e familiari.
Una persona con il cuore puro di incredibile gentilezza, con la voglia di fare e di cambiare. Una persona che sapeva emozionarsi ed emozionare, sapeva coinvolgere le persone.
Una persona con il cuore puro di incredibile gentilezza, con la voglia di fare e di cambiare. Una persona che sapeva emozionarsi ed emozionare, sapeva coinvolgere le persone.
Massimo Piazzi, nato il 25 maggio 1966, padre di Arianna, Elisa e Giorgia, marito di Nicoletta era vicedirettore della Cassa Rurale di Fiemme, sostenitore del bene comune e della comunità, nonché membro di tante associazioni locali.
Come vice direttore della Cassa Rurale Val di Fiemme, ma prima di tutto come persona attenta al bene della propria comunità, Massimo ha abbracciato e sostenuto tanti progetti volti ad accrescere possibilità, innovazione e creatività nelle nostre valli, dando senso e significato concreto ai valori che ha sempre portato nel cuore: l'attenzione alle persone, la fiducia nei giovani e nelle nuove idee, la solidarietà.
Massimo ha sostenuto l'avvio e l'ideazione di "HelloFiemme", progetto di coworking della Cassa Rurale Val di Fiemme, e ha collaborato con realtà ed associazioni quali il Distretto famiglia della Val di Fiemme, la New Generation (associazione dei giovani soci della Cassa Rurale Val di Fiemme), il D.E.S. (Distretto Economia Solidale) di Fiemme e Fassa, Fiemme Piace (rete di aziende e liberi professionisti della valle).
Massimo è stato inoltre presidente del Lions club di Fiemme e Fassa e ha ricevuto una targa Melvin Jones come riconoscimento dell'esempio lasciato.
Massimo ha sostenuto l'avvio e l'ideazione di "HelloFiemme", progetto di coworking della Cassa Rurale Val di Fiemme, e ha collaborato con realtà ed associazioni quali il Distretto famiglia della Val di Fiemme, la New Generation (associazione dei giovani soci della Cassa Rurale Val di Fiemme), il D.E.S. (Distretto Economia Solidale) di Fiemme e Fassa, Fiemme Piace (rete di aziende e liberi professionisti della valle).
Massimo è stato inoltre presidente del Lions club di Fiemme e Fassa e ha ricevuto una targa Melvin Jones come riconoscimento dell'esempio lasciato.
La fotografia, la scrittura, la lettura e la montagna erano solo alcune delle numerose passioni che seguiva nel tempo libero e con le quali portava ispirazione alle persone intorno a lui. “Nei miei scatti provo a raccontare storie di persone, di luoghi”, scriveva Massimo, “Per questo amo viaggiare e incontrare gente. Ho sempre ammirato molto chi è stato capace di coltivare le proprie passioni senza calcoli e senza seguire mode o convenzioni. Apprezzo le persone semplici, sincere e con valori autentici. Così ho iniziato ad osservare e a conoscere pastori, contadini, artigiani, ho iniziato ad ascoltare le loro storie, a fotografare i loro visi e i loro gesti, e poi i luoghi, le greggi, … il mondo.”
“Il bianco e nero di solito è la mia prima scelta” - racconta Massimo in un intervista - “Opto per il colore quando aggiunge qualcosa al racconto, ad esempio un paesaggio autunnale o il copricapo tipico di un personaggio sudamericano. Uso il colore se voglio esprimere gioia e freschezza, e quando cerco di dare un senso di modernità. Poi comunque vado spesso a intuito.”
“Il bianco e nero di solito è la mia prima scelta” - racconta Massimo in un intervista - “Opto per il colore quando aggiunge qualcosa al racconto, ad esempio un paesaggio autunnale o il copricapo tipico di un personaggio sudamericano. Uso il colore se voglio esprimere gioia e freschezza, e quando cerco di dare un senso di modernità. Poi comunque vado spesso a intuito.”
Un’altra sua grande passione era la comunità. “E’ un paradosso concepire un IO senza un NOI.” Così scriveva nel suo diario degli appunti, pensando a nuove idee da condividere con i suoi colleghi per fare crescere la Cassa Rurale e l’idea di cooperazione in valle.
Come socio della Cooperativa Sociale il Canale, un progetto di solidarietà internazionale con accordi in diverse parti del mondo, è stato in Perù per aiutare a creare delle cooperative nella zona. Era inoltre vicepresidente dell’associazione “Il ponte di S.A.I.D.”. un gruppo di persone della valle di Fiemme che condividono un sentimento di comunità e di impegno nel sociale svolgendo attività nei settori dell’educazione, della formazione, del lavoro e della ricerca.
Non è facile ricordare tutti i progetti in cui Massimo ha portato il suo contributo, in quanto ogni idea che camminasse nella direzione del bene comune era per lui prioritaria. Massimo ha sempre trovato il tempo per ascoltare e sostenere i suoi compagni di viaggio, persone che come lui credono che solo mettendo insieme più teste, più voci, più idee, si possono davvero cambiare le cose, lavorando con entusiasmo, cura e attenzione per ogni unicità.
Massimo ha sempre creduto nella formazione e nella cultura : ha partecipato ad innumerevoli corsi, ha divorato centinaia di libri, ha vissuto numerose esperienze anche in altri continenti.
Si è attivato per mettere a disposizione della sua comunità, dei suoi colleghi e dei suoi amici diversi formatori di livello nazionale, che ha invitato in Trentino e con i quali ha stretto profondi legami di amicizia. Generosamente ha condiviso articoli, video, testi di ogni genere, perché era un generatore instancabile di spunti e stimoli.
Lavorava nel campo economico ma erano le materie umanistiche la sua vera passione.
Professionista competente dalla gentilezza squisita accoglieva le persone che incrociava nella vita con il sorriso e con disponibilità totale, sapendo che nella relazione albergano il senso della nostra esistenza e le maggiori gratificazioni.
E questa cura dei legami è stata fortissima in particolare con i giovani, che sapeva ispirare con il suo carisma e la sua simpatia.
Come Vice Presidente di Asdir, Associazione dei Direttori delle Casse Rurali Trentine, si è dimostrato nei suoi tanti anni di permanenza in carica un innovatore creativo e pragmatico.
Massimo ha sempre creduto nella formazione e nella cultura : ha partecipato ad innumerevoli corsi, ha divorato centinaia di libri, ha vissuto numerose esperienze anche in altri continenti.
Si è attivato per mettere a disposizione della sua comunità, dei suoi colleghi e dei suoi amici diversi formatori di livello nazionale, che ha invitato in Trentino e con i quali ha stretto profondi legami di amicizia. Generosamente ha condiviso articoli, video, testi di ogni genere, perché era un generatore instancabile di spunti e stimoli.
Lavorava nel campo economico ma erano le materie umanistiche la sua vera passione.
Professionista competente dalla gentilezza squisita accoglieva le persone che incrociava nella vita con il sorriso e con disponibilità totale, sapendo che nella relazione albergano il senso della nostra esistenza e le maggiori gratificazioni.
E questa cura dei legami è stata fortissima in particolare con i giovani, che sapeva ispirare con il suo carisma e la sua simpatia.
Come Vice Presidente di Asdir, Associazione dei Direttori delle Casse Rurali Trentine, si è dimostrato nei suoi tanti anni di permanenza in carica un innovatore creativo e pragmatico.
Caro Massimo, ci hai lasciato la capacità di sognare e riuscire ad immaginare ciò che ancora non esiste. Tramite la voglia di condividere, discutere e capire, abbiamo imparato ad unire punti di vista che inizialmente sembravano opposti. Ci hai insegnato ad essere coraggiosi e gentili, continuando ad essere curiosi per imparare, senza smettere mai di sorridere. Ora tu ci sorridi da lassù.
